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In rilievo: a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore"



13/04/2008
EBM nella storia

Gianni Tognoni (Consorzio Mario Negri Sud, S. Maria Imbaro) su “Etica, conoscenza e sanità. Evidence-based medicine tra ragione e passione”

11/04/2008
Se Totti gioca contro un pulcino della Lazio...

Intervista a Iain Chalmers, Hazel Thornton e Imogen Evasu, autori di Come sapere se una cura funziona.

12/04/2008
Ascoltando(si) si impara

Barbara De Mei su "Saper ascoltare, saper comunicare", di Guido Tuveri

03/04/2008
EBM: istruzioni per l'uso

Peter Brindle e Oliver Samuel, su International Journal of Epidemiology e Family Practice su "La medicina basata sulle prove"

09/01/2008
I malati raccontano storie, i medici anche

Enzo Ferrara, Lo Straniero, sul libro "Medicina narrativa" di Giorgio Bert

16/01/2008
Il meraviglioso mondo del PowerPoint

Federica Napolitani Cheyne, Istituto Superiore di Sanità, su "Il dottore parla in pubblico" di Giuliano Kraft

21/01/2008
So di non sapere

Ike Iheanacho, direttrice del Drug and Therapeutics Bulletin, su "Come sapere se una cura funziona. Una migliore ricerca per un'assistenza migliore" di Imogen Evans, Hazel Thornton, Iain Chalmers

23/01/2008
Quello che i pazienti dovrebbero sapere (e non viene mai detto)

Chiara Palmerini, Panorama, su "Come sapere se una cura funziona", di Imogen Evans, Hazel Thornton, Iain Chalmers

16/01/2008
Poco tempo? Usiamolo meglio

Un caffè con Paul Glasziou, Director, Centre for Evidence-Based Medicine, Department of Primary Health Care, University of Oxford, co-autore di "Evidence-based Medicine"

23/01/2008
Ogni uomo è un racconto

Intervista a Giorgio Bert, direttore del dipartimento Comunicazione Counselling Salute - Istituto Change, autore di "Medicina narrativa. Storie e parole nella relazione di cura"

24/01/2008
Il computer: gioia e dolori dei nostri tempi

Michele Lattarulo, Servizio Farmaceutico, Az. Osp. Policlinico (Bari), Bolletino SIFO Medicina, su "Il Dottore parla in pubblico" di Giuliano Kraft

11/02/2008
Una bussola per i naviganti

Giorgio Dobrilla, Primario emerito, Divisione di Gastroenterologia, Ospedale S. Maurizio, Bolzano, su "Conoscere e usare PubMed"

05/02/2008
Raccontami...

Pier Luigi Giorgi, professore f.r. di Clinica Pediatrica dell'Università di Ancona, Recenti Progressi in Medicina su "Narrazione e prove di efficacia in pediatria"

07/02/2008
Lo spirito di squadra

Carmela D’Amico, Bollettino SIFO, su "Comunicare col tuo staff "

26/02/2008
A scuola di narrazione evidence-based

Intervista a Michele Gangemi, Pediatra di famiglia, Presidente dell’Associazione Culturale Pediatri

28/02/2008
Home » Catalogo » Pagine aperte Pagine aperte I lemmi della medicina basata sulle evidenze

Gian Luca Di Tanna, CARE, a proposito di "Medicina basata sulle evidenze e centrata sul paziente", di Luigi Pagliaro

28/02/2008
L'EBM contro (e pro) i cattivi maestri

Roberto Raschetti (Istituto Superiore di Sanità) a proposito di "Attenti alle bufale", di Tom Jefferson

03/03/2008
I responsabili dell’assistenza

Federico Romagnoli (Ospedale del Mugello - Azienda Sanitaria di Firenze) su " Governo clinico"

05/03/2008
Smascherare i cattivi maestri

Gianna Milano (Panorama) su "Attenti alle bufale", di Tom Jefferson

11/03/2008
Nel rispetto della privacy

Intervista a Gianluigi Ciacci, avvocato, autore di "Privacy e Sanità"

12/03/2008
La medicina tra prove e rischi

Vannino Lamantegna (Galileo, 9 novembre 2005) su "Etica, conoscenza e sanità. Evidence-based medicine fra ragione e passione", a cura di Alessandro Liberati

13/03/2008
Un ponte terapeutico

Giorgio Bert (Dipartimento Comunicazione Counselling Salute, Istituto Change di Counselling Sistemico, Torino) su "Saper ascoltare, saper comunicare", di Guido Tuveri

20/03/2008
Guidare le linee-guida

Federico Romagnoli su "Linee-guida per la pratica clinica. Metodologia per l'implementazione", di Luciana Ballini e Alessandro Liberati. Recensione pubblicata su Bollettino SIFO, gennaio-febbraio 2005

24/03/2008
Il lavoro di cura e l'incontro con l'altro

Giuliana Masera, infermiera presso l'Ospedale Civile di Fiorenzuola d'Arda (AO, Piacenza) e docente di Discipline demoetnoantropologiche del Corso di Laurea in Infermieristica, Università di Parma

13/05/2008
Valutare bene prima di raccomandare

Si chiama GRADE ed è uno strumento creato per valutare la qualità dell'evidenza e la forza delle raccomandazioni. Dal British Medical Journal

28/05/2008
La medicina prima e dopo la EBM

Gordon Guyatt (McMaster University, Canada)

25/07/2008
Informazione biomedica su internet e motori di ricerca. Risultati di un trial di un anno

Salvatore Corrao, Francesco Leone, Sabrina Arnone

25/07/2008
Circular instead of hierarchical: methodological principles for the evaluation of complex interventions

Harald Walach, Torkel Falkenberg, Vinjar Fønnebø, George Lewith and Wayne B Jonas

29/08/2008
Impara l'inglese con Andrew Oxman

Ancora un'occasione per mettere alla prova la tua comprensione dell'inglese parlato con la quarta puntata della serie medical English reading. Ascolta la videointervista a Andrew Oxman e completa l'esercizio

13/11/2008
Per cercare informazioni non bastano idee chiare

Intervista a Salvatore Corrao, Professore associato, Dipartimento biomedico di Medicina interna, Università di Palermo

12/11/2008
Competenza, sicurezza, efficacia

Intervista a Eleonora Belletti, Responsabile Biblioteca di Scienze della Salute, Aziende Sanitarie Ferraresi c/o Arcispedale S. Anna

21/12/2008
Valutare bene prima di raccomandare

Si chiama GRADE ed è uno strumento creato per valutare la qualità dell'evidenza e la forza delle raccomandazioni. Dal British Medical Journal. Non considerare la qualità dell’evidenza può portare a raccomandazioni errate, e non specificare la forza delle raccomandazioni può rendere le linee-guida inconsistenti. I ricercatori hanno a disposizione un nuovo strumento: il sistema GRADE (Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation), illustrato sul British Medical Journal

22/12/2008
Lettura "attiva" per un apprendimento continuo efficace

I medici non possono praticare un'assistenza di buona qualità senza aggiornare le proprie conoscenze; nonostante le novità nel campo dell'e-learning più avanzato dal punto di vista tecnologico e l'alto numero di congressi e workshop residenziali, la lettura è una componente essenziale dell'educazione continua in medicina. Del resto, le abitudini di lettura del medico sono state spesso studiate negli ultimi anni sia da clinici sia da documentalisti e bibliotecari...

24/01/2009
Studi 'positivi'? Probabilità di pubblicazione quasi doppia

Uno studio ha una probabilità quasi doppia (1,78 volte) di arrivare alla pubblicazione se viene percepito come importante, se rivela un effetto positivo o se propone scoperte ritenute significative. Lo denuncia una revisione pubblicata dalla Cochrane Library. I ricercatori della Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University coordinati da Kay Dickersin hanno esaminato 5 studi dal 1990 a oggi: tutti concordi nell’individuare un bias di pubblicazione per i risultati ‘positivi’......

23/02/2009
JAMA: Riformare il processo di stesura delle linee-guida

All'inizio del 2009 il National Guideline Clearinghouse conta 2373 linee-guida attualmente valide. Un numero notevole. Del resto le pubblicazioni crescono in maniera esponenziale e un medico ha bisogno di rapporti circostanziati che suggeriscano come comportarsi nella pratica clinica. Le linee-guida, però, hanno un sistema di definizione che soffre talvolta di autoreferenzialità, parzialità, conflitto di interesse. Non è un caso che linee-guida diverse ma riguardanti la stessa malattia siano in contraddizione tra loro. Lo sostiene un commento pubblicato dalla rivista Journal of American Medical Association...

06/04/2009
Link sponsorizzati su Google, pericolo disinformazione sanitaria

I link sponsorizzati che appaiono nelle ricerche su Google dovrebbero essere filtrati con maggiore attenzione perché spesso contengono affermazioni sanitarie pretestuose e false. Lo afferma un articolo apparso sul prestigioso British Medical Journal. Le ricerche su internet avvengono ormai quasi esclusivamente mediante i cosiddetti ‘motori di ricerca’, tra i quali Google è di gran lunga il più utilizzato. Attingendo ad un patrimonio immenso di siti internet, Google mette a disposizione dell’utente che digiti nella stringa di ricerca un termine di interesse medico-scientifico milioni e milioni di pagine web, e questa abbondanza può creare paradossalmente non poche difficoltà....

25/05/2009
Non basta dire EBM

Due dei più autorevoli esponenti dell'EBM, Sharon Straus e Bryan Haynes, cercano di dare risposta a due quesiti chiave: quali requisiti deve avere una risorsa utile per la pratica clinica? Come individuarla, tra le migliaia disponibili? I requisiti di una risorsa utile alla pratica clinica In primo luogo, non è sufficiente che nel titolo si faccia riferimento all’EBM, né che ci sia una ricca bibliografia. Per Straus e Haynes le fonti di informazione devono essere affidabili (reliable), rilevanti (relevant) e leggibili (readable): un utile strumento per stabilire se soddisfano tali requisiti è la checklist che correda l’articolo.

24/06/2009
Come leggere le riviste di medicina. Dalla consultazione al bisogno alla lettura attiva per accorgersi delle nuove evidenze

Imedici non possono praticare un’assistenza di buona qualità senza aggiornare le proprie conoscenze; la lettura è una componente essenziale dell’educazione continua in medicina e per questo le abitudini di lettura del medico sono state spesso studiate negli ultimi anni...

30/07/2009
Dati preliminari dei trial ai congressi? Da prendere con le molle

I dati preliminari dei trial oncologici presentati ai congressi internazionali andrebbero valutati con maggiore cautela, perché spesso sono differenti anche in modo sostanziale dai dati finali dei trial stessi. Lo afferma uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology. I ricercatori canadesi della Queen’s University di Kingston, coordinati da Christopher M. Booth, hanno messo a confronto 197 abstract su dati preliminari di trial randomizzati presentati a grandi meeting e poi su riviste specializzate tra il 2000 e il 2004...

07/09/2009
Terapia comportamentale: efficace anche via internet?

Il ricorso a una terapia cognitivo-comportamentale a distanza via web sembra migliorare significativamente la condizione psicologica dei pazienti colpiti da depressione anche grave. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet. Per verificare l’efficacia e la fattibilità di una terapia comportamentale a distanza, David Kessler e i colleghi della University of Bristol hanno preso in esame un campione di 297 pazienti di età compresa tra i 18 e i 75 anni e affetti da...

14/10/2009
Troppa ricerca inutile, inutilizzabile o inaccessibile

Sulla rivista The Lancet, la denuncia di due eminenti rappresentanti del movimento dell'evidence base medicine
Iain Chalmers e Paul Glasziou, due dei più autorevoli esponenti dell'EBM, denunciano un doppio problema della ricerca medica: la produzione e pubblicazione di studi inutili e la mancata divulgazione dei risultati di ricerche utili. Per impedire lo spreco di risorse che tutto ciò comporta gli autori dell’articolo fanno alcune proposte: coinvolgere pazienti...

28/11/2009
Wikipedia come fonte di informazioni sanitarie? Rimandata

Wikipedia può essere considerata una fonte attendibile di informazioni sanitarie validate? Non ancora, come ricorda un approfondimento pubblicato dalla rivista di politica sanitaria Care. Con oltre 3 milioni di voci in lingua inglese, a cui si aggiungono oltre 6 milioni di voci disponibili nelle principali lingue internazionali, Wikipedia ha un utilizzo così globalizzato e sistematico che c’è chi inizia a chiedersi se non possa rappresentare una fonte alla quale i cittadini possono accedere per reperire informazioni sanitarie...

30/12/2009
Quando l’autore copia da Wikipedia

Spiega Eugenio Santoro del Laboratorio di Informatica Medica del Mario Negri di Milano: "Il sistema di rating usato dalla comunità di Wikipedia per definire 'affidabile' un articolo non è validato e quindi non può essere considerato un valido strumento di misura della qualità dei contenuti. Piuttosto, gli utenti che usano i motori di ricerca per trovare informazioni sanitarie sono più esposti ai contenuti offerti da Wikipedia rispetto a quelli pubblicati da portali sanitari 'certificati' e, pertanto, dovrebbero prestare più cautela nel loro impiego. E, contestualmente, la comunità medica e le associazioni di pazienti dovrebbero partecipare, negli ambiti nei quali esse operano, alla compilazione di nuove voci e al miglioramento di quelle esistenti"...

31/01/2010
Twitter e Medicina: quale rapporto?


Nel corso degli ultimi mesi sono stati aperti canali di Twitter a supporto di alcune attività legate all’ambito medico-sanitario. Vediamo quali grazie a un editoriale della rivista Ricerca & Pratica. Secondo gli ultimi dati rilasciati da comScore, gli utenti unici che hanno visitato Twitter nel mese di giugno 2009 sono stati 44,5 milioni, con un incremento del 19% rispetto a maggio 2009 e del 1.460% rispetto a giugno del 2008. Il successo è tale che la rivista Times ha deciso addirittura di dedicare a Twitter la copertina del numero pubblicato lo scorso giugno...

28/02/2010
Wikipedia in Sanità, ecco i rischi

Tra gli argomenti più caldi dell’attuale dibattito a tema Internet, c’è l’attenzione riservata dal popolo del web a Wikipedia, la più grande enciclopedia online, che deve il suo primato alla potenza mediatica del suo primo alleato, Google. Una fonte d’informazione inesauribile e democratica (si basa sul consenso e tutti possono partecipare), ma non sempre ineccepibile o trasparente, e spesso oggetto di “wiki-marketing”: l'inserimento – più o meno velato – di messaggi promozionali tanto più pericolosi quanto più legati ad aspetti fondamentali dell’esistenza, come nel caso della salute...

31/03/2010
Al mercato del congresso


"Troppi congressi? Sì, forse - scrivono Maurizio Bonati e Luca De Fiore in un editoriale su Ricerca & Pratica - dipende dalle finalità che dovrebbero trasparire dai palinsesti". E se i congressi assomigliano sempre di più ad attività imprenditoriali, abbozzare un "decalogo", che tenga conto degli errori più frequenti, potrebbe restituirli ad un codice di comportamento etico...

30/04/2010
Twitter è un veicolo di disinformazione sanitaria?

Twitter e i social network possono contribuire a diffondere la disinformazione sui temi della salute. L’allarme arriva da uno studio pubblicato dall’American Journal of Infection Control. I ricercatori della Columbia University coordinati da Daniel Scanfeld hanno analizzato 52153 tweet contenenti la parola "antibiotici" pubblicati su Twitter tra marzo e luglio 2009. È emerso che i messaggi del tutto errati la fanno da padroni: la parola "antibiotici" era associata a quella "influenza" in 345 tweets che sono arrivati a complessivamente 172.571 follower; la parola "antibiotici" era associata a quella "raffreddore" in 302 tweets che hanno raggiunto la bellezza di 850.375 follower...

03/06/2010
Peer review: i referee sono 'troppo buoni'?

Il processo di peer-review non è più in grado di garantire la qualità dei lavori scientifici che arrivano alla pubblicazione? Lo suggerisce uno studio pubblicato su PLoS One, che rivela come i referee delle riviste medico-scientifiche siano in media più ‘buoni’ dei direttori delle riviste quando si deve giudicare un lavoro proposto.I ricercatori dell’University of California Davis di Sacramento coordinati da Richard L. Kravitz hanno preso in esame 2264 manoscritti sottoposti al Journal of General Internal Medicine (JGIM) inviati successivamente a 2 o 3 referee ciascuno, per un totale di 5881 revisioni effettuate da 2916 referee...

23/06/2010
Peer review e ricerca: non basta la parola

Di per sé il ricorso a referee esterni non è sufficiente a garantire validità e trasparenza del processo di valutazione. Servono alcune cose aggiuntive: l’accettazione convinta del criterio del merito nella distribuzione dei finanziamenti di ricerca da parte dei responsabili delle istituzioni e dei ricercatori che partecipano ai bandi; la separazione fra le funzioni di erogazione del finanziamento e di valutazione dei progetti; la decisione di merito interamente delegata a comitati scientifici di valutazione. Lo afferma un editoriale pubblicato dalla rivista Ricerca & Pratica...

26/07/2010
Alla ricerca delle evidenze perdute

I trial clinici dovrebbero iniziare e finire con revisioni sistematiche delle evidenze relative all'argomento trattato. Dovrebbero. Per la quarta volta, in dodici anni, Mike Clarke, Sally Hopewell e Iain Chalmers hanno esaminato i trial randomizzati pubblicati nell’arco di un mese sulle cinque principali riviste internazionali di medicina: Annals of Internal Medicine, BMJ, JAMA, The Lancet, New England Journal of Medicine...

11/08/2010
L’impatto delle Cochrane Reviews

Come valutare il prestigio di una pubblicazione scientifica? Non c'è solo l'impact factor. David Tovey, editor in chief della Cochrane Library, lo illustra bene in un editoriale sull'impatto del Cochrane Database of Systematic Reviews (CDSR). L’impatto si può misurare sulla base dell’utilizzo: le revisioni Cochrane sono ampiamente usate da agenzie nazionali e internazionali, dall’OMS, da gruppi impegnati nell’elaborazione di linee guida, nonché da pazienti, operatori e operatrici sanitari, quale sostegno per prendere decisioni. La Cochrane Library ha inoltre registrato in un anno un aumento del 19% delle visite, con più di 1 milione di hit al mese, una ricerca sul sito ogni secondo, la visione di un abstract ogni 2 secondi e di un testo completo ogni 3 secondi...

29/09/2010
Nuovi obiettivi per l'EBM

Il numero di agosto della rivista Evidence-based Medicine si apre con l'editoriale del nuovo direttore, Richard Saitz, che sostituisce Paul Glasziou, alla guida della testata per quindici anni. Saitz coglie l’occasione per fare il punto sull'EBM (la disciplina) e EBM (la rivista): la prima ha superato la fase della fondazione e dell’adolescenza; è oramai evidente l’esigenza di trovare dei criteri per organizzare e valutare l’esplosione dell’informazione degli ultimi anni. Ora la sfida consiste nel trasferimento delle evidenze nella pratica e nelle politiche sanitarie...

03/11/2010
Ictus: la prevenzione basata sulle evidenze

L'American Heart Association e l'American Stroke Association hanno aggiornato le linee guida sulla prevenzione degli attacchi ischemici ricorrenti; è una problematica di notevole rilievo, se si pensa che un quarto dei 795 mila ictus che si verificano ogni anno negli Stati Uniti è una recidiva. Il documento, pubblicato sulla rivista Stroke, si sofferma su alcune importanti questioni che sono state negli ultimi mesi al centro del confronto della medicina specialistica; per esempio, sulla gestione di fattori di rischio come il fumo e l'obesità...

06/12/2010
Cosa rende "importante" un articolo?

Sulla rivista canadese Open Medicine vengono segnalati cinque articoli "importanti" di medicina interna. Sono articoli pubblicati tra il 2008 e il 2009: per ognuno gli autori del contributo, Alexander Leung e William Ghali, hanno elaborato un riassunto e hanno illustrato come mettere in pratica i risultati delle ricerche. Una lettura preziosa per due ordini di motivi: in primo luogo perché segnala articoli che molto probabilmente è utile leggere; in secondo luogo, perché illustra brevemente il processo che ha condotto alla loro individuazione

31/01/2011
Le 6 regole ‘impossibili’ di Douglas R. Green

Perché la ricerca biomedica è così stressante per chi ne ha fatto la sua professione e la sua missione quotidiana? E soprattutto cosa si può fare per affrontarla in modo più creativo, più razionale e quindi anche più fruttuoso? Ecco le 6 regole ‘impossibili’ di Douglas R. Green, celebre immunologo del St. Jude Children’s Research Hospital di Memphis raccontate alla rivista The Scientist.
1. Non puoi controllare le risposte “La maggior parte di quello che proviamo in laboratorio non funziona, e questa è una continua fonte di stress per noi ricercatori. Ma c’è una ragione per questo: la vita non è logica...

28/02/2011
L’informazione: tra sensazionalismo e marketing

Se fino alla metà del secolo scorso ci si occupava solo di chi era malato, oggi le malattie si curano prima che si manifestino, si gioca d’anticipo. Le aspettative sono progressivamente aumentate, ma una medicina vissuta come senza limiti comporta inevitabili rischi. Soprattutto se la scienza medica, così come avviene oggi, obbedisce alle logiche del mercato. “E nella stanza dei bottoni siede chi ha come interesse primario non tanto la salute quanto il profitto”. “Le immagini di benessere e salute sono oggi sempre più associate all’accesso ai farmaci. La pubblicità promette a chi soffre...

31/03/2011
Dimmi che poster sei

Il medico va al congresso con il suo poster sotto il braccio. L’idea è quella di dare visibilità al proprio lavoro e raccogliere impressioni. Da molti snobbata, la sessione poster - che ospita centinaia e centinaia di contributi (difficile quantificare) - si può rivelare una fonte di informazioni e un luogo di scambio tra scuole diverse. Cosa rappresenta un poster congressuale? È un genere linguistico per i giovani accademici che si avvicinano per la prima volta ai congressi? Serve per anticipare dei risultati in attesa di pubblicazione o proseguire nella ricerca quando questa sembra essersi fermata ad un punto morto? Oppure...

30/04/2011
Il XXI secolo sarà il secolo del paziente

Il XXI secolo sarà il secolo del paziente. Ma quali sono i passi concreti ancora da fare perché sia davvero così? Quali cambiamenti attitudinali e assistenziali saranno richiesti nei prossimi anni a pazienti e operatori sanitari? Se ne è discusso in una tavola rotonda tra esperti organizzata dal British Medical Journal. La tavola rotonda ha visto partecipare Fiona Godlee, direttrice del BMJ, Angela Coulter della Foundation for Informed Medical Decision Making, Albert Mulley del Dartmouth Center for Health Care Delivery Science, Glyn Elwyn della Cardiff University, Muir Gray del Department of Health e co-editor di...

07/06/2011
Esperti? No grazie

Pare che la maggioranza degli oncologi, se si ammalasse di cancro, non si farebbe curare dai colleghi più famosi. E dopo aver visto i dati al congresso ANMCO di Firenze, è probabile che anche qualche cardiologo infartuato cerchi di dirottare l’ambulanza verso un’unità coronarica meno prestigiosa, ma con risultati più rassicuranti. Tira una brutta aria per gli esperti, ed era ora. L’anno scorso, il libro di David Freedman, Wrong, ha scatenato molte discussioni ma era soprattutto un libro sugli errori. "Experts are helpful except when they’re wrong. The problem is, people tend to believe experts even if they are wrong". Così Guy Kawasaki, ma i problemi...

04/08/2011
Rumore di zoccoli? Saranno le zebre

Quando si tratta di formulare una diagnosi, per prima cosa si ipotizza una malattia comune; in caso di difficoltà, si può pensare a una presentazione insolita di una malattia comune. Ma, come avvertono Michal Haran e Ami Schattner, non si deve escludere a priori una zebra, cioè una malattia rara, che nei casi più difficili può anche presentarsi con sintomi insoliti per quella stessa malattia (in questo caso le autrici parlano di zebre a strisce verdi). Le due autrici espongono tre casi clinici, con una particolarità: il primo caso infatti vede protagonista proprio la dott.ssa Haran, specializzata in ematologia, colpita da una serie di disturbi neurologici che rappresentano un enigma risolto dopo ben 15 anni...

17/10/2011
Il meraviglioso mondo del placebo


Sul British Medical Journal un articolo analizza il cosiddetto "placebo by proxy": medici e familiari possono avere una risposta emotiva a un trattamento somministrato a un paziente e pensare che il trattamento stia aiutando il paziente perfino in assenza di qualsiasi beneficio fisiologico o indicazione da parte del paziente che il trattamento stia funzionando. Un fenomeno che può avere implicazioni per la pratica clinica, con pro e contro...

30/11/2011
EBM e cartelle cliniche elettroniche


Cosa fare in assenza di evidenze di livello I e II? Vanno cercate evidenze di livello III, IV o V. Una situazione che conoscono bene pediatre e pediatri, che spesso cercano invano studi condotti su pazienti in età pediatrica. E se mancano anche studi caso-controllo e casi aneddotici cui fare riferimento (evidenze di livello III e IV)? E colleghe e colleghi non ne sanno di più (evidenze di livello V)? Non arrendersi e cercare comunque il modo di prendere una decisione sulla base...

28/12/2011
Siamo tutti giornalisti? No!


"Negli Stati Uniti i repubblicani accusano il vaccino contro l'HPV di causare ritardo mentale." "Dove lo hai letto?" "Online." Ebbene sì, oggi gran parte dell'informazione circola sul web, anche l'informazione sulla salute. Da anni si dibatte sul declino della stampa scritta per la dominanza di internet e dei social media. Stampa a parte, che ne è del giornalismo? Se fino a ieri il giornalismo era associato alla carta stampata, oggi non è più così. Blog, facebook e altri social network danno la possibilità di scrivere e commentare notizie, di scambiarsi opinioni e di raccogliere post, articoli, interviste eccetera eccetera. Alcuni sono dell'idea che il giornalismo sia in crisi. Altri non sono di questa idea...

03/02/2012
Per te, Alessandro...


Ci ha lasciati Alessandro Liberati.

Una figura di riferimento preziosa.

Un amico insostituibile…

Medico e professore universitario. Ha fondato il Centro Cochrane Italiano. Tra "ragione e passione" ha promosso e difeso la medicina basata sulle evidenze e la partecipazione informata dei pazienti nella ricerca. Portando come esempio la sua esperienza di paziente colpito da mieloma multiplo, Alessandro aveva sollecitato di recente...




 

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