Intervista a Marco Barbero
| |
- Marco Barbero è un fisioterapista specializzato in riabilitazione dei disturbi muscoloscheletrici e terapia manuale
-
Attualmente docente e ricercatore presso il Dipartimento di Sanità della Scuola Universitaria Professsionale di Lugano (SUPSI)
-
Insegna da diversi anni presso il master in riabilitazione dei disordini muscoloscheletrici dell'Univeristà di Genova ed è membro del comitato scientifico del Gruppo di Terapia Manuale dell'AIFI
-
E' PEDro Rater da circa 5 anni e ha partecipato alla revisione metodologica di diversi lavori indicizzati sul PEDro
- Pagina personale
|
1. Che cos’è PEDro e come può essere utile al fisioterapista?
La professione del fisioterapista negli ultimi anni è cambiata sostanzialmente, in modo particolare è cambiato l’approccio clinico. Oggi i colleghi sono in grado di argomentare le proprie scelte cliniche, è sempre più difficile incontrare colleghi che si accontentano di “eseguire” semplici tecniche riabilitative. In questo contesto PEDro rappresenta un’utile strumento per il “Decision Making” quotidiano e un valido strumento di aggiornamento.
PEDro è essenzialmente un database che contiene circa attualmente circa 13.000 records; suddivisi in studi clinici randomizzati, revisione sistematiche e linee guida. Tutti gli studi inclusi risondono ad alcuni requisiti minimi, i “PEDro inclusion criteria”, che ne garantiscono scientificità e rilevanza per la professione del fisioterapista.
2. Come si può consultare PEDro?
Semplicemente collegandosi tramite un browser internet a questo indirizzo: http://www.pedro.fhs.usyd.edu.au.
La consultazione è gratuita, e l’interfaccia utente è molto semplice ed intuitiva.
3. Dove si trova PEDro e chi si occupa dell’aggiornamento del database?
PEDro è situato fisicamente presso il Centre for Evidence-Based Physiotherapy (CEBP) dell’Università di Sydney, da dove viene gestito l’aggiornamento del database.
I PEDro Raters, un gruppo di colleghi sparsi per il mondo, ricevono costantemente i lavori scientifici selezionati dal CEBP ed effettuano l’aggiornamento tramite il “rating”.
4. Che cos’è il “rating”?
Il processo di “rating” permette di verificare in prima istanza se il lavoro scientifico può essere incluso nel database e successivamente quantifica la qualità metodologia dello studio con un punteggio da 0 a 10.
Ogni lavoro scientifico viene valutato in cieco da tre raters così da ridurre al minimo gli errori indotti valutativi.
5. Quanto il fisioterapista italiano utilizza le banche dati?
Purtroppo non esistono dati a riguardo. Ritengo comunque che l’utilizzo delle banche dati da parte delle professioni sanitarie sia in crescita. Ormai in quasi tutti i corsi di laurea in fisioterapia vengo introdotti i principi della “Evidence based practice” e l’utilizzo delle banche dati. Inoltre, su questi argomenti, sono disponibili numerose opportunità di formazione per i professionisti. Quello che non è ancora chiaro è quanto questo interesse verso le “evidenze” abbia realmente cambiato la pratica dei professionisti.
Un’interessate sondaggio condotto su circa 500 fisioterapisti ha evidenziano come i nostro colleghi americani abbiamo un’attitudine positiva e un reale interesse verso la pratica basata sulle evidenze, in particolare se giovani o neolaureati. Mentre altre ricerche hanno evidenziato come il tempo e l’accessibilità alle informazioni scientifiche costituiscano un grosso ostacolo.
Inoltre alcuni ricercatori hanno osservato come un gruppo di colleghi adeguatamente aggiornati sulle ultime “evidenze” nella riabilitazioni delle lombalgie tenda a non modificare il proprio approccio clinico.
6. Esistono altre banche dati utili oltre a PEDro?
PEDro è attualmente l’unica banca dati di letteratura scientifica orientata alla pratica clinica del fisioterapista.
Esistono altre banche dati di letteratura scientifica che contengono lavori di ricerca che possono interessare diverse professioni e che non contengo esclusivamente lavori clinici.
La più importante è PUBMED (http://www.pubmed.com/) che contiene milioni ci citazioni.