Intervista al Prof. Giuiano Cerulli
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Professore Ordinario di Ortopedia e Traumatologia, Università di Perugia
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Direttore Scuole di Specializzazione:
Ortopedia e Traumatologia - Medicina fisica e Riabilitazione, Università di Perugia
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a cura del Dott. Daniele Checcarelli
D. Che importanza ha la riabilitazione dopo ricostruzione del LCA?
R. La lesione legamentosa che più frequentemente interessa il ginocchio è quella del LCA. Mi piace definire questa struttura come “borderline”, poiché è l’unico legamento del corpo umano riccamente innervato di meccanocettori, di propriocettori, ed è una struttura che una volta lesionata destabilizza il ginocchio.
La rieducazione post-chirurgica delle lesioni legamentose è molto importante, essa deve basarsi prevalentemente sull’esercizio terapeutico, mentre il ricorso alle strumentazioni fisiche può essere utile ma solo come supporto agli esercizi ed in maniera limitata. La ginnastica è il modo migliore per recuperare parametri come forza, potenza e resistenza muscolare, la capacità di movimento dell’articolazione, la propriocezione e la chinestesia.
Il recupero avviene nella stragrande maggioranza dei casi e la riabilitazione è fondamentale per ottenere ottimi risultati e vale il 50% del recupero funzionale.
D. Quali sono le tappe fondamentali del percorso riabilitativo?
R. Gli obiettivi delle fasi riabilitative iniziali prevedono il ripristino dell’articolarità, la riduzione del versamento intra articolare ed il recupero della forza muscolare cercando di far capire al soggetto cosa significhi recuperare questi parametri.
Nella fase precoce, è bene che il ginocchio sia protetto dal carico durante la prima settimana. Successivamente si recuperano anche altri parametri come la potenza e la resistenza muscolare e soprattutto l’equilibrio fra muscoli agonisti ed antagonisti ed il controllo neuro muscolare. Intorno al 40° giorno si introduce il training propriocettivo ed in genere a distanza di due mesi dall’intervento chirurgico i soggetti possono riprendere a correre. La gestualità sport-specifica, a seconda del grado di recupero dei parametri precedentemente menzionati, viene ripresa a distanza di tre mesi e mezzo - cinque mesi dall’intervento chirurgico. È evidente che ciò dipende anche dalla tipologia di gestualità legata alla disciplina praticata dal soggetto.
Il legamento crociato anteriore è un legamento che noi abbiamo studiato in vivo con gli strain gauges (rilevatori di tensione impiantati per via artroscopica ndr), mostrando come ci sia un’interazione tra l’attività dei muscoli del ginocchio e le sollecitazioni sul LCA, in particolare evidenziando un ruolo protettivo degli hamstrings. Ciò avvalora innanzitutto la necessità di recuperare alcuni gruppi muscolari, i flessori del ginocchio in maniera particolare, con esercizi specifici in concentrica, eccentrica e pliometrici, per cercare di ridurre la latenza di attivazione muscolare.
D. Oggi si ricorre molto ad esami strumentali per il loro ruolo a livello diagnostico, questi possono essere utili anche in riabilitazione?
R. La vera novità in caso di lesioni legamentose è che non bisogna ricorrere solo ad esami strumentali morfologici, come RMN e radiografia, ma soprattutto ad esami funzionali biomeccanici. La valutazione biomeccanica nel pre operatorio fornisce elementi utili affinché il ginocchio del soggetto venga preparato all’intervento chirurgico. Queste valutazioni si possono eseguire anche nei casi acuti. L’utilità delle stesse vale anche per i non sportivi, per coloro che svolgono attività lavorative e che hanno bisogno di riprendere a lavorare, e quindi di recuperare la funzione del proprio ginocchio, ma che vogliono comunque praticare attività ludico-sportive.
Si sta comprendendo l’importanza di valutare il soggetto non solo da un punto di vista clinico e morfologico ma anche e soprattutto in maniera dinamica, sottoponendo l’atleta ed il non atleta ad esami funzionali biomeccanici. La valutazione biomeccanica serve a valutare come il soggetto cammina, come abbia modificato o meno alcuni parametri funzionali, come l’articolarità, la forza muscolare e la capacità di coordinazione motoria. Questi sono elementi importantissimi anche per preparare il soggetto al trattamento. Ecco il motivo per cui oggi giorno è buona norma sottoporre i soggetti prima dell’intervento chirurgico a valutazione biomeccanica e poi seguire le fasi della riabilitazione fino al ritorno alla gestualità sport-specifica, mediante ulteriori esami biomeccanici in itinere. Questi ci forniscono dati oggettivi e riproducibili sullo stato del recupero funzionale dell’apparato locomotore e ci permettono di modulare il programma riabilitativo.
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