| |
|
|
|
In rilievo: a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore"
Come valutare il prestigio di una pubblicazione scientifica? Non c'è solo l'impact factor. David Tovey, editor in chief della Cochrane Library, lo illustra bene in un editoriale sull'impatto del Cochrane Database of Systematic Reviews (CDSR).
L’impatto si può misurare sulla base dell’utilizzo: le revisioni Cochrane sono ampiamente usate da agenzie nazionali e internazionali, dall’OMS, da gruppi impegnati nell’elaborazione di linee guida, nonché da pazienti, operatori e operatrici sanitari, quale sostegno per prendere decisioni. La Cochrane Library ha inoltre registrato in un anno un aumento del 19% delle visite, con più di 1 milione di hit al mese, una ricerca sul sito ogni secondo, la visione di un abstract ogni 2 secondi e di un testo completo ogni 3 secondi...
I trial clinici dovrebbero iniziare e finire con revisioni sistematiche delle evidenze relative all'argomento trattato. Dovrebbero.
Per la quarta volta, in dodici anni, Mike Clarke, Sally Hopewell e Iain Chalmers hanno esaminato i trial randomizzati pubblicati nell’arco di un mese sulle cinque principali riviste internazionali di medicina: Annals of Internal Medicine, BMJ, JAMA, The Lancet, New England Journal of Medicine...Di per sé il ricorso a referee esterni non è sufficiente a garantire validità e trasparenza del processo di valutazione. Servono alcune cose aggiuntive: l’accettazione convinta del criterio del merito nella distribuzione dei finanziamenti di ricerca da parte dei responsabili delle istituzioni e dei ricercatori che partecipano ai bandi; la separazione fra le funzioni di erogazione del finanziamento e di valutazione dei progetti; la decisione di merito interamente delegata a comitati scientifici di valutazione. Lo afferma un editoriale pubblicato dalla rivista Ricerca & Pratica...Il processo di peer-review non è più in grado di garantire la qualità dei lavori scientifici che arrivano alla pubblicazione? Lo suggerisce uno studio pubblicato su PLoS One, che rivela come i referee delle riviste medico-scientifiche siano in media più ‘buoni’ dei direttori delle riviste quando si deve giudicare un lavoro proposto.I ricercatori dell’University of California Davis di Sacramento coordinati da Richard L. Kravitz hanno preso in esame 2264 manoscritti sottoposti al Journal of General Internal Medicine (JGIM) inviati successivamente a 2 o 3 referee ciascuno, per un totale di 5881 revisioni effettuate da 2916 referee...Twitter e i social network possono contribuire a diffondere la disinformazione sui temi della salute. L’allarme arriva da uno studio pubblicato dall’American Journal of Infection Control.
I ricercatori della Columbia University coordinati da Daniel Scanfeld hanno analizzato 52153 tweet contenenti la parola "antibiotici" pubblicati su Twitter tra marzo e luglio 2009. È emerso che i messaggi del tutto errati la fanno da padroni: la parola "antibiotici" era associata a quella "influenza" in 345 tweets che sono arrivati a complessivamente 172.571 follower; la parola "antibiotici" era associata a quella "raffreddore" in 302 tweets che hanno raggiunto la bellezza di 850.375 follower... "Troppi congressi? Sì, forse - scrivono Maurizio Bonati e Luca De Fiore in un editoriale su Ricerca & Pratica - dipende dalle finalità che dovrebbero trasparire dai palinsesti". E se i congressi assomigliano sempre di più ad attività imprenditoriali, abbozzare un "decalogo", che tenga conto degli errori più frequenti, potrebbe restituirli ad un codice di comportamento etico...Tra gli argomenti più caldi dell’attuale dibattito a tema Internet, c’è l’attenzione riservata dal popolo del web a Wikipedia, la più grande enciclopedia online, che deve il suo primato alla potenza mediatica del suo primo alleato, Google.
Una fonte d’informazione inesauribile e democratica (si basa sul consenso e tutti possono partecipare), ma non sempre ineccepibile o trasparente, e spesso oggetto di “wiki-marketing”: l'inserimento – più o meno velato – di messaggi promozionali tanto più pericolosi quanto più legati ad aspetti fondamentali dell’esistenza, come nel caso della salute... Nel corso degli ultimi mesi sono stati aperti canali di Twitter a supporto di alcune attività legate all’ambito medico-sanitario. Vediamo quali grazie a un editoriale della rivista Ricerca & Pratica. Secondo gli ultimi dati rilasciati da comScore, gli utenti unici che hanno visitato Twitter nel mese di giugno 2009 sono stati 44,5 milioni, con un incremento del 19% rispetto a maggio 2009 e del 1.460% rispetto a giugno del 2008. Il successo è tale che la rivista Times ha deciso addirittura di dedicare a Twitter la copertina del numero pubblicato lo scorso giugno...Spiega Eugenio Santoro del Laboratorio di Informatica Medica del Mario Negri di Milano: "Il sistema di rating usato dalla comunità di Wikipedia per definire 'affidabile' un articolo non è validato e quindi non può essere considerato un valido strumento di misura della qualità dei contenuti. Piuttosto, gli utenti che usano i motori di ricerca per trovare informazioni sanitarie sono più esposti ai contenuti offerti da Wikipedia rispetto a quelli pubblicati da portali sanitari 'certificati' e, pertanto, dovrebbero prestare più cautela nel loro impiego. E, contestualmente, la comunità medica e le associazioni di pazienti dovrebbero partecipare, negli ambiti nei quali esse operano, alla compilazione di nuove voci e al miglioramento di quelle esistenti"...
Wikipedia può essere considerata una fonte attendibile di informazioni sanitarie validate? Non ancora, come ricorda un approfondimento pubblicato dalla rivista di politica sanitaria Care.
Con oltre 3 milioni di voci in lingua inglese, a cui si aggiungono oltre 6 milioni di voci disponibili nelle principali lingue internazionali, Wikipedia ha un utilizzo così globalizzato e sistematico che c’è chi inizia a chiedersi se non possa rappresentare una fonte alla quale i cittadini possono accedere per reperire informazioni sanitarie...
|
|
| |
| |
|
|